Un nuovo modello di alleanza tra città e territori montani.
“In tempi di smart working e di ripopolamento dei centri minori in abbandono – scrivono Filippo Barbera e Antonio De Rossi nel lavoro collettivo ‘Metromontagna. Un progetto per riabitare l’Italia’ – la critica crescente ai modelli di sviluppo incentrati sulle grandi città ha evidenziato, con una forte accelerazione durante il periodo pandemico, i limiti di uno spazio fondato sulla concentrazione (delle eccellenze), sulla specializzazione (delle funzioni) e sulla separazione (dal territorio), mostrando al contempo l’urgenza di una reimmissione dei luoghi materici e concreti – fatti di abitanti e ambienti specifici – nell’orizzonte delle politiche (…) Perché se le aree montane e interne hanno bisogno delle città, anche i territori metropolitani hanno estrema necessità delle montagne e degli spazi rurali che li circondano”.
Il concetto di “Metromontagna”, elaborato dal sociologo Filippo Barbera, indica un modello di sviluppo territoriale e sociale che supera l’antinomia tradizionale tra aree urbane e montane. Non si tratta solo di una zona geografica, ma di una visione strategica che valorizza le connessioni tra metropoli e aree interne montane, puntando su interdipendenza, prossimità e rigenerazione. Le montagne cessano di essere considerate come aree marginali da “recuperare”, ma diventano luogo “politici”, dove si sperimentano modelli alternativi di produzione, consumo, partecipazione e cura del territorio, veri e propri laboratori di transizione ecologica e sociale contro la logica estrattiva e centralizzata della metropoli fordista.
Ma la metromontagna è anche una relazione: significa sviluppare filiere corte, reti digitali, mobilità intelligente, servizi decentrati, in modo che le aree montane non siano isolate ma collegate funzionalmente ed economicamente alle città. Pratiche come cooperative di comunità, energie rinnovabili locali, scuole di prossimità, turismo lento, agricoltura rigenerativa propongono una nuova politica del territorio che mette al centro la cura ecologica e un nuovo modello di giustizia sociale.
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